Hold you close like we both died
My ever present suicide
My stupid fuck
My blushing bride
Oh tear my heart out
Tear my heart out

La Discordia (Eris, per i greci), divinità minore e malefica associata al culto di Marte, per vendicarsi dell'insulto fattole da Giove che non l'aveva invitata alle nozze di Pelèo e Teti, intervenne ugualmente e, per gettare lo scompiglio tra le invitate, lanciò fra loro una mela d'oro (il Pomo della Discordia), con incisa la scritta: alla più bella! Gesto che scatenò fra le dèe Giunone, Minerva e Venere una tumultuosa contesa per il possesso del simbolico frutto.
Ho i pensieri chiusi in un congelatore, in confezioni colorate. Dentro, solo piccole frasi in cubetti di ghiaccio, emozioni deglutite intere, senza masticare. Una girandola di persone che mi dà attenzioni a sorsi brevi, scrivono poesie in rima di cui ricordo solo una strofa. ...e intanto il tempo incalza, e non possiamo più stare senza di lei, che dorme in quella stanza...
Il compito di assegnare l'ambìto riconoscimento fu affidato a Paride, principe-pastore troiano, fratello dell'eroe omerico Ettore. Il premio fu assegnato a Venere, che aveva promesso al giovane l'amore della più bella donna del mondo: la dea dell'amore, infatti, aiutò poi Paride a rapire Elena, l'infedele moglie di Menelao. In tal modo, assecondò inconsapevolmente le intenzioni della Discordia e diede quindi origine alla decennale guerra di Troia. La temibile dea era sempre rappresentata insieme ai suoi terribili figli, lo Spavento e il Terrore, i quali nelle battaglie eccitavano gli animi dei combattenti alla crudeltà ed alla strage.
Mi vedo silenziosa. Seduta in un angolino, come una brava bambina che sta esattamente dove la metti. Io no, io vorrei essere ingombrante, parlare ad alta voce anche quando nessuno ascolta. Mi raggomitolo e poggio il mento sulle ginocchia.
– Ieri sul tram mi sono accorta che ridevo dei miei pensieri, e gli occhi di tutti mi guardavano straniti –
Nonostante tutto, sarei da curare ancora un po’. Un freezer da sbrinare.
Mi piaci quando taci perchè sei come assente,
mi ascolti da lungi e a mia voce non ti tocca.
sembra che gli occhi ti siano volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Paziente: LalliLy ; commenti (12)
wish there was something
I could say or do
I can resist anything
but temptation from you
but I'd rather walk alone
than chase you around
I'd rather fall myself
than let you drag me down

Attimi.
Un cielo gonfio di nuvole e azzurro di occhi. E una scossa che fa battere il cuore più forte.
Dublino è stata colori di porte, di case e locali, un sorriso da ebete, perenne, stampato, che non vede ombre. E' stata suoni di musicisti per strada e colazioni col tango argentino; rosa e arancione di un tramonto sul mare e poi un irish coffee per riscaldarsi, una mano sempre tesa a cercarne un'altra, e conoscere perfettamente uno sconosciuto. E' stata risate incontenibili, anche quando non c'è molto da ridere, e lavarsi i denti alle cinque del mattino con addosso gli occhiali da sole, e con il dentifricio sul dito.
E' stata emozioni continue. Di quelle che fanno BENE.
...
unquartodisecolo
E mi andava di festeggiare. Era tanto tempo che non decidevo di festeggiare per qualcosa.
Mi sono guardata intorno e seduti a quella tavola (solito posto, solito vino che scende e corrode lo stomaco, solito menù fisso a 5 € con primosecondocontorno che ti chiedi sempre come sia possibile) c'era tantissima gente. E mi sono stupita. Venticinque amici, un numero giusto giusto. Sbalordita di vedere tante persone che mi vogliono bene? Felice. Semplicemente.
Paziente: LalliLy ; commenti (8)
Rido perchè l'aria si esaurirà!!!
Ma il vuoto crea stabilità...
Rido perchè non sai se mi pulirai
o mi ucciderai,
se vuoi saperlo lo fai...

Parto. Tre giorni. Sono troppo pochi, l'han detto tutti.
Nei miei sogni di bambina avrei voluto imparare a suonare il violino, e andare a vivere proprio a Dublino, tirando a campare con la musica. Utopico, a dir poco. E ho sempre immaginato di arrivarci con la pioggia. E questo forse accadrà.
Ho cercato di trasformare quella sensazione di tristezza, che mi si era depositata al fondo dello stomaco, in rabbia. Era l'unico modo per sfogarla via. Ma non ci sono riuscita. Ce l'ho fatta solo quando, stremata, ho smesso di provarci. Allora è venuto naturale, la rabbia più spontanea - e immotivata - del mondo.
E l'ho sfogata nella catarsi di un pianto, raggomitolata a riccio sotto una coperta tra il kitsch e il retrò.
Mi ha svegliata, accarezzandomi i capelli, un raggio di sole. Ed eccomi lì, appogiata alla finestra con la mia tazza calda in mano, ad osservare una tenda gonfiata dal vento.
Parlare senza parole. Ma non è facile trovare un interlocutore, qualcuno che non faccia domande, che non avanzi pretese, che ascolti in silenzio le mie non-parole, e capisca che ho solo bisogno di un abbraccio. E di rifugio in cui dormire.
Doveva arrivare il freddo. diecigradiinmenodadomani. Ed è uscito il sole.
Preferisco le previsioni, quando sbagliano.
Paziente: LalliLy ; commenti (10)
Ecco di nuovo la storia (la stessa): O.K.
scopo coi giorni a venire ma non vengo mai!
volo in un mare di stelle che sono i miei guai...
Della gravità non mi ricordo più,
se non mi tiri giù tu, in volo resterei!
cercami di più, e poi vedremo se
in due c'è più tempo per ridere o per piangere...
Di cosa è fatta una nuvola?
Settimana regolare. Orari stabiliti. Sveglia alle otto, lavoro, impegni che stancano la testa, o che stancano il corpo, ma che comunque fanno scivolare via il tempo senza troppi cigolii. Lubrificano lo scorrere dei giorni.
Vapore? Gas?
Non sono mai stata una cima in scienze, la prof. un giorno mi chiese quanti anni avevo, e mi disse che doveva fare in modo che sua figlia non venisse su come me.
Il fine settimana arriva veloce. E perdo il controllo di tutto. Niente impegni... Il giorno diventa notte per dormire, la notte si traveste da giorno e mi guarda incuriosita. E io sto lì, mi muovo in maniera convulsiva, non mangio, e fumo troppo, e bevo troppo. Poi mi sento crollare e mi ritrovo ad aspettare che si cuocia una minestrina. Tre minuti? Cinque? Detesto la minestrina...
Asciugo lacrime che non sono di pianto, tengo in tasca una matita per gli occhi. Mi sveglio. Non so mai dove sono appena aperti gli occhi. A volte mi rendo conto di non sapere dove sono nemmeno una volta sveglia. E mi domando cosa resti alla fine.
Una minestrina in un cesso di ceramica bianca
E come fanno vapore e gas, ad offuscare il sole?
Paziente: LalliLy ; commenti (12)
Sparato tra gli astri in pallone
rigonfio di musica
solo al richiamo più lontano
voglio la notte
e la voglio senza luna...

E' arrivato il freddo, in un'ondata di gelo. E non ho indossato la giacca pesante. Riesco a perdere i treni così come perdo il filo dei discorsi. Mi distraggo e vanno via senza di me. A volte sono arrivata tardi, altre resto incantata a guardarli. Mani rosse e di ghiaccio (il rosso non è un colore portato dal freddo, succede solo sulla pelle). Mi stringo più forte nella giacca, il binario è deserto.
Sento che manca qualcosa. Vedo luoghi che chiamo per nome, ma come in un sogno poco dopo mi accorgo che è tutto diverso. E sarei pronta ad orientarmi al buio, ma basta aprire un cassetto e nulla è più familiare.
-E ieri ho pensato al Natale, ed ho pianto-
Ho prenotato viaggi, e ho la sensazione di avere sbagliato le date. Ho i biglietti appesi alla parete appena sopra il mio cuscino.
Mi perdo sotto una coperta. E vorrei sparirci, lì sotto. Ma piano piano mi si riscaldano i piedi, e il naso, e le mani. Un altro sorso di tè, e mi si riscaldano anche i pensieri.
Paziente: LalliLy ; commenti (15)
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

Porte chiuse.
Alcune sbattono. Altre si chiudono piano piano, senza fare rumore.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma, dimmi, come ci si sente???
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito
Alcune porte decidiamo di chiuderle, per ripararci dal vento e dal freddo. E invece altre porte vorremmo tenerle aperte ma quel vento proprio ce lo impedisce.
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai
Sono sempre più stanca, ho corso finchè ho avuto fiato, ho tenuto la musica talmente alta da farmi venire mal di testa, solo per non sentire i pensieri. Ma qui è come essere su un tapis roulant, e non si ferma quando lo decidono le mie gambe.
...continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai...
Paziente: LalliLy ; commenti (19)
Centro di Salute Mentale
...prendimi in cura da te...
Attenzione!
...Per Urgenze rivolgersi al DEA...
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