Centro di Salute Mentale

martedì, 27 marzo 2007 ; 15:53

voglio la verità che ricordavo perchè questa è troppo brutta

sono sano cosi?
è così che è essere sani?
sono sano cosi!
è così che è essere sani?
sono così!!!

Basta guardarci allo specchio! Basta guardare tutto da uno specchio!

Non vi accorgete che tutto ciò che è riflesso è al contrario ?

Non vi siete accorti che non siamo solo numeri, calcoli, controllo?

C'è qualcosa nella mia insonnia che mi fa arrabbiare. Qualcosa che mi trapassa gli occhi. Qualcosa che mi rende talmente isterica da farmi ridere.

è la verità che ricordavo? o quello che non so...

sono nevrotica... mordo...

non esistono dei da ricercare in un cesso, in uno specchio. esiste uno sfogo fatto di grida, esiste un mondo, che per quanto schifo possa fare, è reale e merita almeno che gli si dia un'occhiata.


Paziente: LalliLy  ; commenti (10)

venerdì, 23 marzo 2007 ; 11:59

chi lo sa cos'è

note nate andate via

chissà perchè questa fretta

mettici dentro un po' di te

io non so

 

 

perchè ho bisogno di dormire. bisogno. di. dormire.

ti direi: "Piacere di ri-fare la tua conoscenza"

Perchè siamo sconosciuti.

Altalene che restano ferme a metà


Paziente: LalliLy  ; commenti (8)

lunedì, 19 marzo 2007 ; 09:41

...se stringi
tra le mani
la mia voce
ti accorgi che
tu non senti la distanza
...è tanto,
troppo tempo
che vorrei
poterti dire che
io... io non sento la distanza...

Mi hanno tolto gli occhi per analizzarli.

Me li hanno restituiti in una scatola nera.

Ma nessuno mi ha aiutato a rimetterli.


Paziente: LalliLy  ; commenti (4)

giovedì, 15 marzo 2007 ; 19:16

Ho guidato nel pomeriggio che si inoltrava tardi. Musica spenta, cielo tutto intorno. Il cielo, il cielo non è lo stesso per tutti. Il cielo della mia città ha la forma di un rettangolo stretto tra i palazzi, e quasi mai ha il colore che i bambini usano nei loro disegni. è un tetto sulla testa il cielo della mia città. Ma io ho guidato fino ai ricordi. E mi sono persa in nuove strade fatte di rotonde e cavalcavia. Finchè sono arrivata dove volevo. Dove sapevo.

Scesa dalla macchina i ricordi scorrevano nel fosso che mio nonno aveva scavato per dare acqua e vita a quello che era tutto il suo orgoglio. L'orgoglio di mio nonno probabilmente eravamo noi nipoti, e i figli senz'altro. Ma ancora di più la sua vigna. L'ho fotografato nel cuore quando saliva sulla sua biciletta un po' arrugginita e andava "nei campi". Ancora lo ricordo caricarci sul carretto e portarci con lui. E ricordo le vendemmie coi secchi di plastica rossa sbiadita dal sole, e i giochi, e gli insetti che pungono, e la voce di mio nonno che cantava, e i suoi occhi che ci regalavano dolcezza.

Era da quando mio nonno se ne è andato che non tornavo lì. La testa di piena di voci, e la vigna ormai secca si scontrava in un fragore di sensazioni con il verde brillante dell'erba tutta intorno.

E' stato bello incontrarmi lì. E sorridere del futuro che avanza e distrugge e cambia e crea. Ed ero io. In rinascita... 


Paziente: LalliLy  ; commenti (10)

giovedì, 08 marzo 2007 ; 10:57

Alone, listless. Breakfast table in an otherwise empty room.
Young girl, violence. Center of her own attention.
The mother reads aloud, child tries to understand it.
Tries to make her proud.
The shades go down. It's in her head.
Painted room. Can't deny there's something wrong.

La memoria corre. e ci stupisce.

Tutto a un tratto riappaiono particolari minimi che sembravano sbiaditi col tempo, e con la luce del sole.

Torna alla mente la superbambina, che credeva di avere una supermamma e un superpapà, e che giocava sola, e che per chissà quale confusione, aveva ricevuto il ruolo di sorella minore pur essendo figlia unica.

E che la domenica cenava sola in cameretta. e tutti dovevano essere fieri di lei.


Paziente: LalliLy  ; commenti (12)

venerdì, 02 marzo 2007 ; 16:29

Respiravo questa città dal tetto di un albergo da quattro soldi, accompagnata dalla preghiera del tramonto. E' passato più di un anno. E' di nuovo cambiato tutto il paesaggio intorno. Ma quella sera iniziava un anno nuovo, e io mi dicevo "basta!" mentre fumavo e la mia mente si perdeva tra quegli odori.

Dicevo basta al farmi male, basta ai sensi di colpa, basta con la voglia di buttarmi via. E basta con lui.

Avevamo fatto l'amore pochi giorni prima, la sera precedente alla mia partenza. e mi ero sentita fuori luogo in quella che sentivo l'unica "casa mia". ed ero stata invitata ad andarmene furtivamente perchè forse sarebbe arrivata Lei. Io, stupida illusa, non pensavo di aver perso così velocemente tutti i miei ruoli.

Sembra un incendio il tramonto a Marrakech. anche il primo di gennaio, quando fa freddo e il vento ti entra dentro gli occhi. Non ho avuto dubbi. Era ora di chiudere. Già allora era arrivato il momento.


Paziente: LalliLy  ; commenti (13)

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(Dietro Ogni Scemo C'è Un Villaggio)

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".


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